venerdì 11 febbraio 2011
Intervista a Radio Città Benevento per parlare della dignità delle donne
Elvira Santaniello, Responsabile di Rete Rose Rosse Campania, on line a Benevento Reporter venerdì 11/02, in diretta alle 12.00, con Mario La Monaca e Gaetano Vessichelli (http://www.radiocitta.net/) per parlare della dignità delle donne e della dignità della nazione e della manifestazione che si terrà domenica 13 febbraio in tante piazze d'Italia (a Benevento Piazza Federico Torre ore 17.00)
giovedì 10 febbraio 2011
Il 13 febbraio in piazza per difendere la dignità delle donne
Donne (e uomini) in pazza il 13 febbraio anche a Benevento: ore 17.00 Piazza Federico Torre (davanti alla Chiesa di S. Bartolomeo) per manifestare a difesa della dignità e del valore delle donne.
Rete Rose Rosse Campania ci sarà!
Rete Rose Rosse Campania ci sarà!
lunedì 7 febbraio 2011
Rete Rose Rosse Campania condivide le considerazioni dell'Assessore Aceto rispetto alle parole dell'amministratore della SapNa Vecchione
In riferimento alle dichiarazioni rese da Umberto Vecchione* , amministratore unico della SapNa, durante la trasmissione di Rai 3 "Presadiretta" del 6 febbraio scorso, dichiarazioni relative ad una presunta inattività ed inoperosità della Provincia di Benevento rispetto alla gestione dei rifiuti, Rete Rose Rosse Campania condivide pienamente le considerazioni dell'Assessore Provinciale all'Ambiente Gianluca Aceto e sottolinea come del Sannio sia stata offerta ai telespettatori un'immagine distorta e non corrispondente alla realtà.
La realtà, invece, è che lo STIR di Casalduni riceve quotidianamente 300 tonnellate di rifiuti provenienti da Napoli e provincia ed è questa una realtà che è stata totalmente omessa.
Rete Rose Rosse Campania auspica vivamente che la posizione di Vecchione e della SapNa venga immediatamente chiarita e che quello dello sversamento negli impianti di altre province non continui più ad essere impropriamente considerato un diritto piuttosto che una cortesia di buon vicinato.
*(dal minuto 8 in poi del video linkato)
La realtà, invece, è che lo STIR di Casalduni riceve quotidianamente 300 tonnellate di rifiuti provenienti da Napoli e provincia ed è questa una realtà che è stata totalmente omessa.
Rete Rose Rosse Campania auspica vivamente che la posizione di Vecchione e della SapNa venga immediatamente chiarita e che quello dello sversamento negli impianti di altre province non continui più ad essere impropriamente considerato un diritto piuttosto che una cortesia di buon vicinato.
*(dal minuto 8 in poi del video linkato)
domenica 6 febbraio 2011
Tommaso Sodano e la sua battaglia contro i rifiuti della politica
Il secondo appuntamento di "Incontri con l'autore", organizzato da Rete Rose Rosse Campania in collaborazione con L@P Asilo 31, ha avuto come ospite Tommaso Sodano, che ha presentato il suo ultimo libro: "La Peste. La mia battaglia contro i rifiuti della politica.".
E' stato un incontro molto partecipato, con un tema, quello dei rifiuti, estremamente importante per noi sanniti, visto che il nostro territorio è stato spesso accostato, ultimamente anche dal Procuratore napoletano Lepore, alla possibilità di ospitare nuove discariche per raccogliere una grossa fetta dei rifiuti provenienti da Napoli e provincia.
Tuttavia, questo aspetto relativo al coinvolgimento diretto del Sannio nella vicenda dello smaltimento dei rifiuti napoletani, è stato analizzato solo nell'ultima parte dell'incontro.
L'attenzione dei presenti, relatori e pubblico in sala, invece, è stata catalizzata principalmente su quello che io stessa ho definito come la novità principale espressa dal libro di Sodano: la partecipazione diretta agli eventi, la condivisione totale del Sodano uomo, autore e politico, l'essere lui stesso vittima della vicenda rifiuti e del consociativismo che l'ha caratterizzata e la caratterizza tutt'oggi.
Infatti, proprio la partecipazione allo stesso tavolo organizzativo non solo dell'eterna emergenza ma anche delle apparenti soluzioni (discariche e termovalorizzatori, ad es.) da parte di politici di tutti gli schieramenti, di imprenditori e camorristi, proprio questo consociativismo che porta allo stesso tavolo rappresentanti dello Stato, dell'economia e della malavita per organizzare artatamente il problema ed individuarne soluzioni che vanno a proprio vantaggio anche a costo di creare danni permanenti all'ecosistema campano, è la peste descritta nel libro, una peste peggiore di quella narrata da Manzoni e da Camus, peggiore perché incancrenita nel cuore degli uomini, proprio di quegli uomini che dovrebbero difendere il territorio e di quelli che dovrebbero curarne lo sviluppo economico.
E proprio dal vissuto di Tommaso, vittima in prima persona del consociativismo che ha perfettamente descritto, dal suo vivere sotto scorta, dal suo agire in prima linea da uomo quasi comune (visto che è stato relegato dalla politica che conta a ruoli meno incisivi, passando da senatore e presidente della Commissione Territorio, Ambiente e Beni Ambientali del Senato a consigliere provinciale di Napoli) siamo partiti nella nostra analisi, molto ben guidata dal giornalista Billy Nuzzolillo, fino ad arrivare a quelli che sono i collegamenti della vicenda rifiuti con il nostro territorio sannita.
Queste tematiche sono state affrontate dall'Assessore Provinciale all'Ambiente di Benevento, Gianluca Aceto, il quale si è soffermato particolarmente, e con interessanti dettagli, sul Piano Provinciale dei Rifiuti e sulle sue caratteristiche all'avanguardia per quanto riguarda il riciclo della frazione indifferenziata e della relativa impiantistica (sul modello del Centro di Riciclo Vedelago) nonché sulla questione degli ex lavoratori dei Consorzi, del cui reintegro al lavoro si è parlato in maniera positiva.
Molto significativo, perché profondamente ispirato dal coinvolgimento in prima persona nella vicenda rifiuti di S. Arcangelo Trimonte e della sua discarica, poi, è stato l'intervento di Nicola Colangelo, presidente del CODISAM (Comitato difesa Salute Ambiente) di S. Arcangelo, il quale ha sottolineato, ringraziando e complimentandosi con Sodano, la necessità di farsi per così dire "ambasciatori" delle buone pratiche in tema di rifiuti e di sostenere in tutte le realtà territoriali una raccolta differenziata spinta, unica vera soluzione per iniziare ad avviarsi verso una soluzione del problema rifiuti.
Ha concluso il dibattito l'intervento di Piero Mancini, rappresentante dei lavoratori degli ex Consorzi Rifiuti, il quale, oltre a sottolineare le difficoltà dei lavoratori degli ex consorzi, che non ricevono la cassa integrazione dal mese di agosto scorso, ha evidenziato come non solo le favoropoli e le parentopoli descritte nel libro di Sodano trovano molte somiglianze anche nella realtà sannita ma anche come gli sversamenti illegali siano da tempo una realtà evidente anche nel Sannio, il cui territorio che è necessario difendere con le unghie e con i denti affinché non diventi il mondezzaio di Napoli.
Qui la video intervista di Tommaso Sodano a NTRTV24



E' stato un incontro molto partecipato, con un tema, quello dei rifiuti, estremamente importante per noi sanniti, visto che il nostro territorio è stato spesso accostato, ultimamente anche dal Procuratore napoletano Lepore, alla possibilità di ospitare nuove discariche per raccogliere una grossa fetta dei rifiuti provenienti da Napoli e provincia.
Tuttavia, questo aspetto relativo al coinvolgimento diretto del Sannio nella vicenda dello smaltimento dei rifiuti napoletani, è stato analizzato solo nell'ultima parte dell'incontro.
L'attenzione dei presenti, relatori e pubblico in sala, invece, è stata catalizzata principalmente su quello che io stessa ho definito come la novità principale espressa dal libro di Sodano: la partecipazione diretta agli eventi, la condivisione totale del Sodano uomo, autore e politico, l'essere lui stesso vittima della vicenda rifiuti e del consociativismo che l'ha caratterizzata e la caratterizza tutt'oggi.
Infatti, proprio la partecipazione allo stesso tavolo organizzativo non solo dell'eterna emergenza ma anche delle apparenti soluzioni (discariche e termovalorizzatori, ad es.) da parte di politici di tutti gli schieramenti, di imprenditori e camorristi, proprio questo consociativismo che porta allo stesso tavolo rappresentanti dello Stato, dell'economia e della malavita per organizzare artatamente il problema ed individuarne soluzioni che vanno a proprio vantaggio anche a costo di creare danni permanenti all'ecosistema campano, è la peste descritta nel libro, una peste peggiore di quella narrata da Manzoni e da Camus, peggiore perché incancrenita nel cuore degli uomini, proprio di quegli uomini che dovrebbero difendere il territorio e di quelli che dovrebbero curarne lo sviluppo economico.
E proprio dal vissuto di Tommaso, vittima in prima persona del consociativismo che ha perfettamente descritto, dal suo vivere sotto scorta, dal suo agire in prima linea da uomo quasi comune (visto che è stato relegato dalla politica che conta a ruoli meno incisivi, passando da senatore e presidente della Commissione Territorio, Ambiente e Beni Ambientali del Senato a consigliere provinciale di Napoli) siamo partiti nella nostra analisi, molto ben guidata dal giornalista Billy Nuzzolillo, fino ad arrivare a quelli che sono i collegamenti della vicenda rifiuti con il nostro territorio sannita.
Queste tematiche sono state affrontate dall'Assessore Provinciale all'Ambiente di Benevento, Gianluca Aceto, il quale si è soffermato particolarmente, e con interessanti dettagli, sul Piano Provinciale dei Rifiuti e sulle sue caratteristiche all'avanguardia per quanto riguarda il riciclo della frazione indifferenziata e della relativa impiantistica (sul modello del Centro di Riciclo Vedelago) nonché sulla questione degli ex lavoratori dei Consorzi, del cui reintegro al lavoro si è parlato in maniera positiva.
Molto significativo, perché profondamente ispirato dal coinvolgimento in prima persona nella vicenda rifiuti di S. Arcangelo Trimonte e della sua discarica, poi, è stato l'intervento di Nicola Colangelo, presidente del CODISAM (Comitato difesa Salute Ambiente) di S. Arcangelo, il quale ha sottolineato, ringraziando e complimentandosi con Sodano, la necessità di farsi per così dire "ambasciatori" delle buone pratiche in tema di rifiuti e di sostenere in tutte le realtà territoriali una raccolta differenziata spinta, unica vera soluzione per iniziare ad avviarsi verso una soluzione del problema rifiuti.
Ha concluso il dibattito l'intervento di Piero Mancini, rappresentante dei lavoratori degli ex Consorzi Rifiuti, il quale, oltre a sottolineare le difficoltà dei lavoratori degli ex consorzi, che non ricevono la cassa integrazione dal mese di agosto scorso, ha evidenziato come non solo le favoropoli e le parentopoli descritte nel libro di Sodano trovano molte somiglianze anche nella realtà sannita ma anche come gli sversamenti illegali siano da tempo una realtà evidente anche nel Sannio, il cui territorio che è necessario difendere con le unghie e con i denti affinché non diventi il mondezzaio di Napoli.
Qui la video intervista di Tommaso Sodano a NTRTV24
martedì 1 febbraio 2011
Uno scherzo di sapore carnevalesco o un'operazione, pure malcelata, di marketing elettorale?
Leggo sui giornali sanniti on line di oggi una nota della CISL sannita in cui si invitano l'Unione dei Comuni Santi Sanniti nonchè i Comuni di Calvi e San Nicola Manfredi ad aprire un tavolo concertativo inerente lo sviluppo del territorio, l'attenzione alla nuova infrastrutturazione e alla possibilità di nuova occupazione nel Medio Calore.
Mi chiedo se la Cisl sia consapevole di quanto chiede.
Molto probabilmente, almeno per quanto riguarda San Giorgio del Sannio, che costituisce l'area territorialmente più vasta dell'Unione dei Comuni Santi Sanniti, non lo è affatto o meglio la CISL pare rientrare in quella categoria di istituzioni che sembrano voler offrire soluzioni spicciole ai problemi del territorio, giusto per dire: "Noi però ci abbiamo provato", piuttosto che andare a fondo nell'analisi dei problemi e provare, quanto meno, a risolverli alla radice.
Se non si combatte prima la favoropoli cittadina, i privilegi concessi ad imprese non pulite, il sempre maggiore utilizzo di attività commerciali ed imprenditoriali per riciclo di denaro sporco, l'attitudine all'imbroglio e ad aggiustare a favore di uno o di un altro le cose bypassando il bene comune a favore dell'interesse personale, hai voglia a concertare, lo sviluppo non si potrà mai realizzare!!!
O si intende per sviluppo l'alimentare sempre e ancora nuove illusioni?
Un altro polo ultratecnologico come quello che da poco ha licenziato la gran parte dei dipendenti?
Un'altra "invasione" di nuovi abitanti dovuta al suddetto mai concretamente realizzato polo tecnologico, che lascia sul territorio solo cementificazione selvaggia e appartamenti sfitti?
Un'altra foresteria per l' Università del Sannio e altri investimenti da parte dell'Università stessa, con i piccoli atenei che, invece, sono costretti al ridimensionamento forzato se non alla chiusura dall'appena approvata riforma Gelmini?
Un nuovo fantasmagorico impulso per la coltura del tabacco, col mondo che, invece, mette il divieto di fumo dappertutto e le industrie della nicotina che stanno ai piedi di Ponzio Pilato, costrette come sono a pagare fior di soldi per risarcire i morti di tumore?
Chi finge di non vedere e non sentire quelli che sono gli allarmi reali provenienti dal territorio è in qualche modo corresponsabile di questi mali!
Meglio sicuramente sarebbe stato, e a tal proposito mi sia consentito l’uso di un paragone biblico, piuttosto che costruire una casa sulla sabbia, creare prima basi forti e vigorose dove piantare le fondamenta!
In questa ottica, più che un tavolo di concertazione sarebbe stato probabilmente più opportuno invitare le altre forze sindacali, le Istituzioni e gli imprenditori ad una sempre maggiore spinta nella direzione della legalità, della trasparenza negli atti amministrativi, della democrazia partecipata e condivisa, uniche vere basi per qualsiasi tipo di sviluppo in qualsiasi territorio.
Qui e qui gli articoli apparsi sulla stampa on line
"Tale iniziativa - si legge - tende a dare forza e continuità a già esistenti opzioni riguardanti lo sviluppo socio- economico dell’area, ove insiste l'Ict presso l’Agenzia dei Monopoli, l'Area Asi ed il Pip di Calvi - Cubante.
Unitamente ad una verifica circa gli investimenti in essere, appare necessario rilanciare tali eventuali positività guardando e utilizzando gli strumenti della formazione e le nuove forme di inserimento occupazionale previste nel Piano di Lavoro Regionale".
Mi chiedo se la Cisl sia consapevole di quanto chiede.
Molto probabilmente, almeno per quanto riguarda San Giorgio del Sannio, che costituisce l'area territorialmente più vasta dell'Unione dei Comuni Santi Sanniti, non lo è affatto o meglio la CISL pare rientrare in quella categoria di istituzioni che sembrano voler offrire soluzioni spicciole ai problemi del territorio, giusto per dire: "Noi però ci abbiamo provato", piuttosto che andare a fondo nell'analisi dei problemi e provare, quanto meno, a risolverli alla radice.
Se non si combatte prima la favoropoli cittadina, i privilegi concessi ad imprese non pulite, il sempre maggiore utilizzo di attività commerciali ed imprenditoriali per riciclo di denaro sporco, l'attitudine all'imbroglio e ad aggiustare a favore di uno o di un altro le cose bypassando il bene comune a favore dell'interesse personale, hai voglia a concertare, lo sviluppo non si potrà mai realizzare!!!
O si intende per sviluppo l'alimentare sempre e ancora nuove illusioni?
Un altro polo ultratecnologico come quello che da poco ha licenziato la gran parte dei dipendenti?
Un'altra "invasione" di nuovi abitanti dovuta al suddetto mai concretamente realizzato polo tecnologico, che lascia sul territorio solo cementificazione selvaggia e appartamenti sfitti?
Un'altra foresteria per l' Università del Sannio e altri investimenti da parte dell'Università stessa, con i piccoli atenei che, invece, sono costretti al ridimensionamento forzato se non alla chiusura dall'appena approvata riforma Gelmini?
Un nuovo fantasmagorico impulso per la coltura del tabacco, col mondo che, invece, mette il divieto di fumo dappertutto e le industrie della nicotina che stanno ai piedi di Ponzio Pilato, costrette come sono a pagare fior di soldi per risarcire i morti di tumore?
Chi finge di non vedere e non sentire quelli che sono gli allarmi reali provenienti dal territorio è in qualche modo corresponsabile di questi mali!
Meglio sicuramente sarebbe stato, e a tal proposito mi sia consentito l’uso di un paragone biblico, piuttosto che costruire una casa sulla sabbia, creare prima basi forti e vigorose dove piantare le fondamenta!
In questa ottica, più che un tavolo di concertazione sarebbe stato probabilmente più opportuno invitare le altre forze sindacali, le Istituzioni e gli imprenditori ad una sempre maggiore spinta nella direzione della legalità, della trasparenza negli atti amministrativi, della democrazia partecipata e condivisa, uniche vere basi per qualsiasi tipo di sviluppo in qualsiasi territorio.
Qui e qui gli articoli apparsi sulla stampa on line
lunedì 31 gennaio 2011
Rete Rose Rosse Campania incontra Tommaso Sodano autore de "La Peste"
Venerdì 4 febbraio alle 18.30 presso il L@P Asilo31 di Via Firenze (Rione Libertà) a Benevento, incontro con Tommaso Sodano e presentazione del suo ultimo libro “La Peste. La mia battaglia contro i rifiuti della politica italiana ”, un libro crudo e attualissimo, che aveva già da tempo anticipato, uno per uno, tutti i nomi che sono poi finiti nella recentissima inchiesta sul disastro ecologico del percolato in mare.Ne parleremo con l’autore e con il giornalista Billy Nuzzolillo, che modererà il dibattito.
Interverranno Gianluca Aceto, Assessore Provinciale all'Ambiente, Italo di Sabato (Feder. della Sinistra), Nicola Colangelo presidente CODISAM (Comitato difesa Salute Ambiente) di S. Arcangelo Trimonte, Gabriele Corona, presidente di AltraBenevento contro il malaffare, insieme ad associazioni e movimenti sanniti, politici ed amministratori locali.
Prima dei vari interventi verrà proiettato un video sui rifiuti realizzato dal grafico Andrea Vanacore.
giovedì 27 gennaio 2011
Il ricordo della Shoah è un dovere che dobbiamo ai morti e ai vivi
Il Presidio di Legalità e Giustizia di Rete Rose Rosse Campania a San Giorgio del Sannio, nel sottolineare come l'Amministrazione Comunale non abbia ritenuto opportuno celebrare assieme a tutta la comunità sangiorgese la Giornata della Memoria (ricorrenza istituita con la legge n. 211 del 20 luglio 2000 dal Parlamento italiano), così come era accaduto già per il 25 Aprile ed il 1 Maggio scorsi, rivolge alla comunità il seguente invito:
Rete Rose Rosse Campania vuole celebrare la Giornata della Memoria attraverso un invito alla lettura.
Non si tratta, però, del "solito" libro sulla Shoah, sui campi di concentramento, su Auschwitz...
In "Qui non ci sono bambini. Un'infanzia ad Auschwitz" di Thomas Geve troviamo un grande elemento di novità e un nuovo spunto di riflessione soprattutto per i genitori che vogliono spiegare ai propri figli, anche piccoli, l'Olocausto.
"Qui non ci sono bambini" è la descrizione molto dettagliata, attraverso i disegni di un ragazzino, non solo dell' architettura e dell'organizzazione del Lager, ma anche del funzionamento interno, dei tipi di lavoro, dei regolamenti disciplinari, dei problemi igienici, dell'alimentazione all'interno del campo di concentramento di Auschwitz.
Nei disegni di quel ragazzino tredicenne troviamo la cruda e terribile realtà del campo, quel campo in cui lui, più robusto degli altri, era stato considerato abile al lavoro e solo per questo motivo non era finito nelle camere a gas, dove, invece, finivano tutti i bambini e i vecchi:"...Poiché dimostravo più della mia età, ebbi la fortuna di essere considerato abile al lavoro. I bambini sotto i quindici anni erano inviati direttamente alla camera a gas. A parte un altro ragazzo, uno zingaro di nome Jendros, allora ero il più giovane dei 18.000 internati nel campo di Auschwitz i. Avevo il numero di matricola 127003...Dopo l'evacuazione di Auschwitz sono stato nel campo di Gross-Rosen, nel gennaio del 1945, e poi a Buchenwald, dove sono stato liberato l'11 aprile 1945. Prima di quel giorno non avevo mai conosciuto la libertà..."
I disegni di Thomas sintetizzano tristemente i temi di una sopravvivenza disperata: le file dei treni e delle baracche paradigma della tortura, lo schema delle camere a gas in cui andranno a morire tutti gli altri ragazzini, il filo spinato che è insieme simbolo di reclusione e di impotenza, le fogne sogno di una improbabile ed illusoria fuga, le torture, le impiccagioni ma anche la caccia ai pidocchi, i lavori quotidiani scanditi dagli orari, i contrassegni di stoffa che distinguevano i reclusi (ebrei, zingari, detenuti politici e così via),i bracciali per le varie mansioni (ad esempio, kapò, capo del blocco), l'infermeria, dove le persone venivano operate senza anestesia e dalla quale uscivano grida barbare, e persino il bordello con le donne costrette a mettersi al servizio dei militari.
Questi disegni Thomas li fece durante la convalescenza che seguì la sua liberazione da Auschwitz: "Ero gravemente debilitato - scrive nell'introduzione - e avevo perso le unghie dei piedi per l'attrito contro gli zoccoli di legno e per la denutrizione. Troppo malridotto per lasciare la mia baracca, il blocco 29, quello dei prigionieri antifascisti tedeschi, vi rimasi più di un mese dopo la liberazione del campo. Fu allora che eseguii una serie di settantanove disegni miniaturizzati, a colori, delle dimensioni di una cartolina, per illustrare i vari aspetti della vita in campo di concentramento. Li feci essenzialmente con l'intento di raccontare a mio padre la situazione cosi com'era realmente stata".
I disegni di Thomas oggi raccontano a noi, e atraverso di noi ai nostri figli, un'infanzia rubata, l'esperienza di un ragazzino che attraverso la memoria di ogni piccolo particolare trova la forza di sopravvivere all'inferno, fino alla liberazione, che pure viene disegnata, come l'ingresso in un "nuovo mondo".
Da quei giorni del 1945 Thomas Geve non ha mai più disegnato.
Rete Rose Rosse rivolge un accorato appello ai genitori perchè non aspettino che di queste cose ne parli a scuola e perchè non considerino questi temi troppo crudi e duri per i bambini: è vero, è difficile parlare di barbarie, morte, terrore e persecuzione ai bambini, soprattutto ai più piccoli, ma non si può non tramandare e non raccontare loro ciò che non vogliamo accada più e soprattutto non si può demandare ad altri questo compito!
E' importante, invece,spiegare loro queste cose con le parole che loro conoscono, raccontargliele sotto forma di storia, magari prendendo spunto dal diario di Anna Frank o ldal film "La vita è bella", sfogliare con loro i disegni di Thomas Geve, leggere insieme "La stella di Esther", un fumetto, pubblicato in Olanda proprio dalla Casa di Anne Frank, che narra dei ricordi di una donna ebrea, ormai anziana, la quale racconta della sua fuga in Olanda per sfuggire ai campi di concentramento...o ancora, molto più smplicemente, parlare con loro di quanto siano negativi i frutti dell'odio, di qualsiasi tipo di odio, per la vita dell'uomo e di quanto, invece, siano positivi i frutti della convivenza armoniosa, cercando di sviluppare nei bambini, in virtù del confronto tra le due cose, una coscienza critica su questo tema.
Il ricordo un dovere che dobbiamo ai morti e ai vivi, per conoscere, per sapere, per scegliere e realizzare nella vita di ogni giorno la giustizia e la tolleranza.
Rete Rose Rosse Campania vuole celebrare la Giornata della Memoria attraverso un invito alla lettura.
Non si tratta, però, del "solito" libro sulla Shoah, sui campi di concentramento, su Auschwitz...
In "Qui non ci sono bambini. Un'infanzia ad Auschwitz" di Thomas Geve troviamo un grande elemento di novità e un nuovo spunto di riflessione soprattutto per i genitori che vogliono spiegare ai propri figli, anche piccoli, l'Olocausto.
"Qui non ci sono bambini" è la descrizione molto dettagliata, attraverso i disegni di un ragazzino, non solo dell' architettura e dell'organizzazione del Lager, ma anche del funzionamento interno, dei tipi di lavoro, dei regolamenti disciplinari, dei problemi igienici, dell'alimentazione all'interno del campo di concentramento di Auschwitz.
Nei disegni di quel ragazzino tredicenne troviamo la cruda e terribile realtà del campo, quel campo in cui lui, più robusto degli altri, era stato considerato abile al lavoro e solo per questo motivo non era finito nelle camere a gas, dove, invece, finivano tutti i bambini e i vecchi:"...Poiché dimostravo più della mia età, ebbi la fortuna di essere considerato abile al lavoro. I bambini sotto i quindici anni erano inviati direttamente alla camera a gas. A parte un altro ragazzo, uno zingaro di nome Jendros, allora ero il più giovane dei 18.000 internati nel campo di Auschwitz i. Avevo il numero di matricola 127003...Dopo l'evacuazione di Auschwitz sono stato nel campo di Gross-Rosen, nel gennaio del 1945, e poi a Buchenwald, dove sono stato liberato l'11 aprile 1945. Prima di quel giorno non avevo mai conosciuto la libertà..."
I disegni di Thomas sintetizzano tristemente i temi di una sopravvivenza disperata: le file dei treni e delle baracche paradigma della tortura, lo schema delle camere a gas in cui andranno a morire tutti gli altri ragazzini, il filo spinato che è insieme simbolo di reclusione e di impotenza, le fogne sogno di una improbabile ed illusoria fuga, le torture, le impiccagioni ma anche la caccia ai pidocchi, i lavori quotidiani scanditi dagli orari, i contrassegni di stoffa che distinguevano i reclusi (ebrei, zingari, detenuti politici e così via),i bracciali per le varie mansioni (ad esempio, kapò, capo del blocco), l'infermeria, dove le persone venivano operate senza anestesia e dalla quale uscivano grida barbare, e persino il bordello con le donne costrette a mettersi al servizio dei militari.
Questi disegni Thomas li fece durante la convalescenza che seguì la sua liberazione da Auschwitz: "Ero gravemente debilitato - scrive nell'introduzione - e avevo perso le unghie dei piedi per l'attrito contro gli zoccoli di legno e per la denutrizione. Troppo malridotto per lasciare la mia baracca, il blocco 29, quello dei prigionieri antifascisti tedeschi, vi rimasi più di un mese dopo la liberazione del campo. Fu allora che eseguii una serie di settantanove disegni miniaturizzati, a colori, delle dimensioni di una cartolina, per illustrare i vari aspetti della vita in campo di concentramento. Li feci essenzialmente con l'intento di raccontare a mio padre la situazione cosi com'era realmente stata".
I disegni di Thomas oggi raccontano a noi, e atraverso di noi ai nostri figli, un'infanzia rubata, l'esperienza di un ragazzino che attraverso la memoria di ogni piccolo particolare trova la forza di sopravvivere all'inferno, fino alla liberazione, che pure viene disegnata, come l'ingresso in un "nuovo mondo".
Da quei giorni del 1945 Thomas Geve non ha mai più disegnato.
Rete Rose Rosse rivolge un accorato appello ai genitori perchè non aspettino che di queste cose ne parli a scuola e perchè non considerino questi temi troppo crudi e duri per i bambini: è vero, è difficile parlare di barbarie, morte, terrore e persecuzione ai bambini, soprattutto ai più piccoli, ma non si può non tramandare e non raccontare loro ciò che non vogliamo accada più e soprattutto non si può demandare ad altri questo compito!
E' importante, invece,spiegare loro queste cose con le parole che loro conoscono, raccontargliele sotto forma di storia, magari prendendo spunto dal diario di Anna Frank o ldal film "La vita è bella", sfogliare con loro i disegni di Thomas Geve, leggere insieme "La stella di Esther", un fumetto, pubblicato in Olanda proprio dalla Casa di Anne Frank, che narra dei ricordi di una donna ebrea, ormai anziana, la quale racconta della sua fuga in Olanda per sfuggire ai campi di concentramento...o ancora, molto più smplicemente, parlare con loro di quanto siano negativi i frutti dell'odio, di qualsiasi tipo di odio, per la vita dell'uomo e di quanto, invece, siano positivi i frutti della convivenza armoniosa, cercando di sviluppare nei bambini, in virtù del confronto tra le due cose, una coscienza critica su questo tema.
Il ricordo un dovere che dobbiamo ai morti e ai vivi, per conoscere, per sapere, per scegliere e realizzare nella vita di ogni giorno la giustizia e la tolleranza.
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