lunedì 4 aprile 2011

Un'idea di economia applicabile a tutti i campi: l'economia della sostenibilità praticata dai Comuni Virtuosi.

Dopo gli arredi ecologici per la nuova scuola media, la stampa in carta riciclata del periodico comunale, l’acquisto di apparecchiature tecnologiche e l’utilizzo di pannolini lavabili per i bimbi che frequentano il nido comunale, il Comune di Colorno (PR) ha inserito un’importante novità nel capitolato per la gestione delle mense scolastiche: con l’inizio del nuovo anno la ditta aggiudicataria del servizio sarà tenuta a distribuire ai bambini esclusivamente acqua del rubinetto, che non solo è più controllata ed economica, ma che riduce drasticamente la produzione dei rifiuti, oltre che l’inquinamento atmosferico causato dal trasporto per migliaia di chilometri di interi bancali di bottiglie di plastica.
Con questa iniziativa Colorno prosegue l’opera di introduzione degli acquisti verdi avviata dal Comune a partire dal 2004.
Nel progetto della mensa scolastica è inoltre previsto un utilizzo consistente di prodotti biologici, tipici e di stagione, oltre che l’introduzione di prodotti provenienti dal circuito del commercio equo e solidale. La ditta, oltre a ciò, è anche tenuta a rendere disponibile il materiale a perdere in caso il Comune intenda attivare il progetto “Social Market” per la distribuzione gratuita di derrate alimentari che, in questo modo, si trasformano da rifiuti da smaltire a opportunità di integrazione sociale.
Per il trasporto dei pasti dal centro di cottura alle mense scolastiche la ditta dovrà utilizzare esclusivamente mezzi ecologici, così come per la pulizia dei locali dovranno essere usati solo detersivi a basso impatto ambientale.
Il caso di Colorno dimostra quindi come, introducendo dei vincoli semplici e chiari, sia possibile rendere realmente sostenibile un servizio pubblico importante come la refezione di una scuola o di un ospedale.



Basta cemento, basta nuove costruzioni, basta vedere il territorio rosicchiato dall’edilizia. Cassinetta di Lugagnano, comune di circa 1800 abitanti in provincia di Milano ha deciso un Piano Strutturale Comunale a crescita zero e per questo ha vinto il Premio Nazionale dei Comuni virtuosi nella sezione “gestione del territorio”.
Il Sindaco Domenico Finiguerra è stato eletto nel 2007 in una lista civica e la decisione di adottare la “crescita zero” è pienamente condivisa dai suoi concittadini che lo hanno approvato dopo aver partecipato a numerose assemblee pubbliche e dunque per i prossimi 5 anni non sono previste nuove costruzioni.

Cassinetta di Lugagnano è nel Parco Lombardo della Valle del Ticino in un area fertile che va da Melegnano a Legnano.Dice il Sindaco Finiguerra nella sua relazione presentata ai Colloqui di Dobbiaco 2008:
Così, nelle aree agricole a sud della Provincia di Milano, spesso si posano gli occhi dei grandi imprenditori immobiliari e degli speculatori. E nelle zone di maggior pregio, l’attenzione è ancora più grande. E’ infatti certamente più attraente un insediamento residenziale nei pressi di una riserva naturale, magari tutelata dall’Unesco, rispetto ad una villetta a schiera nella periferia già urbanizzata di Milano.
In accordo con i suoi cittadini è iniziato uno scambio di idee e proposte che aiutasse il sindaco e i suoi amministratori a trovare le risorse necessarie a compensare le fiscalità che non sarebbero entrate da nuova urbanizzazione.
La prima scelta stata quella di ridurre le spese: nessuno staff per il primo cittadino e per gli assessori, niente ufficio stanmpa, l’unica auto blu è una Panda verde e ognuno si muove con i propri mezzi, treno o bici. E un passo è stato fatto anche verso la “finanza creativa”.
Ad esempio il numero dei matrimoni celebrati a Cassinetta è cresciuto notevolmente grazie anche al ai luoghi incontaminati che si prestano come splendida cornice al giorno più bello e dunque sindaco e assessori sono a disposizione della celebrazione nelle ville settecentesche anche in orari strani (ma a prezzo maggiorato).
Dal lato edilizio così l’Amministrazione è riuscita a recuperare e riutilizzare edifici già asistenti; ha programmato piste ciclopedonali per disincentivare l’uso dell’auto e ha iniziato progetti per la tutela e valorizzazione del patrimonio paesaggistico e per la salvaguardia dell’agricoltura. Dice il Sindaco Finiguerra:
Consumo di suolo che talvolta diventa spreco: sono centinaia i capannoni vuoti e le case sfitte. Tutto suolo rubato all’agricoltura, senza nessun beneficio, né sull’occupazione né sulla qualità della vita dei cittadini.


Nel 2010 il vicesindaco e assessore all’ambiente del Comune di Tavarnelle Val di Pesa, Davide Baroncelli, insieme a Serena Losi dell’ufficio ambiente e a Simone Dallai, responsabile del servizio assesto del territorio, hanno ricevuto il premio “EMAS Awards 2010” assegnato dalla Commissione Europea alle organizzazioni europee che hanno dimostrato di eccellere nell’ecogestione delle proprie attività, nella tutela dell’ambiente e nell’uso sostenibile delle risorse.
Il Comune di Tavarnelle Val di Pesa è da sempre molto sensibile ed attento alle problematiche ambientali e ritiene la tutela dell’ambiente uno dei principali obiettivi. Infatti, l’amministrazione ha avviato numerosi progetti ambientali e ha inserito criteri di salvaguardia dell’ambiente in tutti gli strumenti di governo del territorio (piano strutturale, regolamento urbanistico, regolamento edilizio, regolamento contro l'inquinamento luminoso) contribuendo a creare una coscienza diffusa delle problematiche ambientali e promuovendo la prevenzione, la riduzione e la differenziazione dei rifiuti e l’uso sostenibile delle risorse.

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